La parte 1 dell’articolo “Pressostati meccanici vs. pressostati elettronici” ha trattato in dettaglio i principi di funzionamento di questi strumenti. Rimane comunque la domanda: quando usare un pressostato elettronico oppure uno meccanico?

I pressostati meccanici

I pressostati meccanici sono spesso utilizzati quando il prezzo è una variabile importante e quando è necessario un solo punto d’intervento. Sono usati regolarmente anche in applicazioni di sicurezza, dove funzionano in ridondanza e si attivano al superamento di una soglia di pressione predeterminata, mentre per il resto del tempo rimangono inattivi. Nel controllo di processo sono invece usati meno frequentemente perché i contatti sono soggetti a usura meccanica che può causare derive e guasti prematuri.

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I pressostati elettronici

I pressostati elettronici sono impiegati quando punti d’intervento multipli, stabilità e flessibilità del controllo sono requisiti importanti. Sono gli strumenti ideali quando il punto o i punti di intervento possono variare nel tempo perché sono programmabili. Sono inoltre la prima scelta quando è necessario un segnale analogico di uscita, un’indicazione locale della misura e la flessibilità nella programmazione.

La considerazione di questi fattori può aiutarti nella scelta tra pressostati meccanici e pressostati elettronici. Inoltre, questa differenziazione è per molti aspetti rilevante non solo per i pressostati, ma anche per termostati, livellostati e flussostati.

Se hai bisogno di aiuto nella selezione del pressostato, termostato o livellostato per la tua applicazione, contattaci e saremo lieti di assisterti.

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